Mercoledi 20 gennaio, presso la sala antistante il Consiglio Provinciale di Rimini (Corso d’Augusto 231), si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della Legge Regionale n.26/2009 “Disciplina e interventi per lo sviluppo del commercio equo e solidale in Emilia-Romagna”.
Sono stati presenti e sono intervenuti:
Roberto PIVA – Presidente Commissione assembleare “Politiche per la Salute e Politiche Sociali” Regione Emilia-Romagna
Gianluca BORGHI – Consigliere regionale PD e Relatore della legge
Stefano VITALI – Presidente Provincia di Rimini
Chiara BONATI – Presidente di Altromercato e responsabile Cooperativa Pacha Mama di Rimini
La Regione, in coerenza con i principi di democrazia, uguaglianza, giustizia e solidarietà di cui all’articolo 2, comma 1, dello Statuto regionale, riconosce la funzione rilevante del commercio equo e solidale nella promozione in Emilia-Romagna dei valori di giustizia sociale ed economica, dello sviluppo sostenibile e di un modello produttivo fondato sulla cooperazione e sul rispetto per le persone e per l’ambiente.
La Regione persegue gli obiettivi favorendo una maggiore informazione nei confronti dei consumatori per favorire acquisti responsabili; promuovendo una maggiore diffusione dei prodotti del commercio equo e solidale.
La Regione sostiene, anche economicamente, iniziative finalizzate al perseguimento degli obiettivi del commercio equo e soli.
Il commercio equo e solidale è caratterizzato da un approccio alternativo al commercio internazionale tradizionale, finalizzato ad ottenere una maggiore equità nelle relazioni economiche internazionali attraverso migliori condizioni commerciali e sociali per i produttori ed i lavoratori dei paesi in via di sviluppo. Il commercio equo e solidale promuove una relazione paritaria tra tutti i soggetti coinvolti nella catena di commercializzazione, favorendo: il pagamento al produttore di un prezzo equo e concordato, che gli garantisca un livello di vita adeguato e dignitoso; il pagamento al produttore, qualora richiesto, di una parte del prezzo al momento dell’ordine; la tutela dei diritti dei lavoratori, sia nelle condizioni di lavoro, con riferimento alla salute e alla sicurezza, sia nella retribuzione, ed inoltre senza discriminazioni di genere né ricorso allo sfruttamento del lavoro minorile; un rapporto continuativo tra produttore ed acquirente che preveda a carico di quest’ultimo iniziative finalizzate al graduale miglioramento sia della qualità dei prodotti e dei servizi, tramite l’assistenza al produttore, sia delle condizioni di vita della comunità locale.



