Piva: “Si lavori sull’integrazione per il bene del paziente”
Dopo gli anni della “concorrenza”, quando non addirittura del contrasto, tra la cosiddetta medicina “ufficiale” e quella “non convenzionale”, si è aperta la fase dell’integrazione. Dell’utilizzo congiunto e sinergico, cioè, delle terapie farmacologiche e/o chirurgiche, e delle terapie naturali quali ad esempio agopuntura, fitoterapia, omeopatia… Vanno in questo senso, ad esempio, le sperimentazioni attivate in questo ambito dalla Regione Emilia Romagna, di cui si è discusso sabato 15 marzo u.s. in un convegno svoltosi presso la Sala Sgr di Rimini e organizzato dall’Azienda Usl, avente come titolo “Medicina basata sulle prove di efficacia : medicina convenzionale e non convenzionale “al quale è intervenuto il consigliere regionale Roberto Piva della commissione “Politiche della Salute” della Regione Emilia-Romagna. Piva ha sottolineato l’importanza di un approccio all’insegna dell’integrazione: “Non dobbiamo ricadere nei luoghi comuni e negli approcci ideologici, né in un senso né nell’altro – ha detto Piva -. Dobbiamo, al contrario, massimizzare l’efficacia delle cure per il paziente, all’insegna del miglior utilizzo sia delle terapie classiche si di quelle non convenzionali”. I progetti legati alle terapie naturali (non convenzionali) nella prima sperimentazione regionale, svoltisi in tutte le aziende sanitarie, si sono concentrati su omeopatia, agopuntura, fitoterapia . Settori d’applicazione sono stati, fondamentalmente quelli attinenti alla “gestione del dolore” (nella dismenorrea, cefalea, nel dolore osteoarticolare ,postoperatorio,nel travaglio di parto,in oncologia e menopausa così come nell’ AUSL di Rimini . Nella seconda sperimentazione ci si concentrerà tra l’altro, oltre che sull’integrazione, su progetti per la salute della donna, terapie complementari in oncologia, su dolore in generale e cefalea in particolare. “Così come per la prima sperimentazione, anche per la seconda l’Osservatorio regionale provvederà a realizzare azioni di sostegno – ha osservato il consigliere Piva -, ma anche a monitorare i progetti e valutarne l’efficacia”. Nello stesso Piano sanitario regionale viene confermato l’impegno della Regione in tal senso,inoltre,la Regione Emilia-Romagna ha partecipato,insieme ad altre sei regioni,al bando promosso dal Ministero della Salute per lo”studio dell’efficacia e dell’integrazione delle medicine non convenzionali.”



