«Gestire il verde pubblico tenendo conto degli effetti che ha sulla popolazione»
Il problema delle allergie da pollini e le politiche sul verde pubblico da mettere in campo per alleviare questo fastidioso problema sono al centro di un’interrogazione a risposta scritta che il Consigliere del Partito Democratico Roberto Piva ha inoltrato alla Giunta della Regione Emilia Romagna.
Prendendo spunto da alcune recenti ricerche allergologiche Piva osserva come esse evidenzino «l’enorme ascesa della percentuale delle sensibilizzazioni al cipresso che dal 1,3% del periodo 1980-1995 sono giunte al 24,5% con un incremento del 1900%».
«In alcune regioni del sud della Francia, si è già provveduto a rilasciare assieme alla licenza edilizia l’obbligo per il proprietario di non piantare i Cipressi, in Italia tale regola non è prevista, d’altra parte il diffondersi ed il proliferare di forme allergologiche incide negativamente sulle condizioni di salute della cittadino emiliano romagnolo oltre che sul sistema sanitario regionale» rileva il consigliere regionale del Pd.
«L’astensione dalla messa a dimora nei dintorni delle città delle Cupressacee per creare boschi o nel verde cittadino a scopo ornamentale, la potatura delle piante presenti sul territorio, in autunno prima della fioritura e la selezione di cloni erborei poco allergizzanti» sono alcune delle proposte che Roberto Piva inoltra alla Giunta, chiedendo di valutare anche «l’abbattimento degli alberi malati (che producono fino al triplo dei pollini rispetto alle piante sane), e l’adozione di linee di indirizzo per la gestione del verde pubblico che tengano conto anche delle indicazioni rilevanti dagli effetti che l’impianto di alcune tipologie di piante ha sulla cittadinanza».



