In tutto si può presumere che siano oltre 5 milioni gli italiani che hanno avuto problemi di diversa entità nell’accesso alle cure nel corso del 2009. E’ uno dei dati più significativi del Rapporto Ceis Sanità (Centro Studi economici e internazioni della facoltà di economia dell’università Tor Vergata) presentato a Roma martedì 15 giugno. La nostra spesa pro – capite, infatti, è oggi del 17,6% inferiore a quella dell’Europa a 15 e addirittura di quasi il doppio più bassa di Paesi extraeuropei come il Canada, il Giappone e gli Usa. Il rapporto fotografa anche le ripercussioni di questo evidente gap di finanziamento del sistema sanitario, ancor più evidente in considerazione della crisi economica esplosa nel 2008, sul badget familiare destinato alla salute. Tre dati su tutti aiutano a comprendere la situazione. In Italia 338.000 nuclei familiari, pari ad oltre 1 milione di persone, sono stati soggetti a fenomeni di impoverimento a causa di spese sanitarie o sociali, soprattutto per problemi di non autosufficienza. Altre 992.000 famiglie, per un totale di circa 3 milioni di persone, sono state costrette a sostenere spese per la sanità molto elevate rispetto ai propri redditi. In 2.600.000 famiglie, infine, almeno un componente ha dovuto rinunciare a sostenere spese sanitarie per il peso economico che avrebbe comportato.
La capacità delle Regioni di evitare tali fenomeni di impoverimento appaiono molto diverse, tanto è vero che l’analisi sull’equità in termini di impatto sulla della spesa sanitaria sui bilanci familiari indica una significativa differenza regionale.
“Nel territorio riminese è necessario -dichiara Roberto Piva- un continuo monitoraggio,dati certi per affrontare il problema emergente in modo tale da individuare il disagio di singoli e famiglie.
Chiederò che ASL e Provincia intervengano a riguardo per non lasciare solo chi è in difficoltà e non riesce a fronteggiare il tema della salute personale e/o della famiglia”



