Grande affluenza di pubblico all’incontro di ieri organizzato dal Presidente della Commissione regionale “Politiche per la salute e politiche sociali” in collaborazione con i comuni di Cattolica e Morciano dal titolo: “Verso quale sistema sociale? Piano delle azioni”. Sono intervenuti: Anna Maria Dapporto, Assessore alle Politiche sociali della Regione Emilia-Romagna; Corrado Bernabei, Assessore ai Servizi sociali del Comune di Morciano di Romagna; Astorre Mancini, Assessore ai Servizi sociali del Comune di Cattolica; Roberto Piva, Presidente Commissione Politiche per la Salute e Politiche Sociali Regione Emilia-Romagna e il Sindaco di Morciano, Claudio Battazza. Inoltre, erano presenti anche il Sindaco di Novafeltria, Vincenzo Sebastiani e l’Onorevole Elisa Marchioni.
L’incontro è stata l’occasione per affrontare insieme ad autorevoli esperti i temi legati al sociale che ultimamente sono al centro del dibattito politico e mediatico, con particolare riferimento anche al sistema sociale della Valconca e della zona sud di Rimini. Sono stati affrontati i temi legati al welfare e alle politiche rivolte a migliorare la condizione dei cittadini. In particolare sono stati approfonditi i temi della terza età, delle politiche per le giovani coppie, delle politiche familiari e il problema delle case sfitte. A tal proposito è intervenuto l’Assessore Mancini, ipotizzando una riduzione dell’ Ici sulla seconda casa per permettere il conseguente abbassamento dei canoni di locazione. Sul tema si è soffermato ed associato anche il sindaco di Morciano, Claudio Battazza.
La domanda che ci si è posti è stata “Perché occorre ripensare il welfare?” e Anna Maria Dapporto, Assessore alle Politiche sociali della Regione Emilia-Romagna ha evidenziato come tale ripensamento sia necessario a causa delle mutate condizioni sociali: crisi economica, immigrazione, nuove famiglie monogenitore e invecchiamento della popolazione sono il nuovo scenario con il quale bisogna confrontarsi per pensare ed attuare politiche sociali efficaci. Alla base di tali politiche ci sono le risorse: nonostante le risorse proprie che investirà la Regione (vedi 400 milioni del fondo non autosufficienza) e a causa dei tagli del Governo, comuni e province vedranno tagli sulla spesa sociale del 10-20%, manovra scomoda con la quale dovranno fare i conti gli amministratori locali, preoccupati ma determinati a salvaguardare e migliorare il tessuto sociale del territorio. “Il tema principale è quello di creare maggiore sensibilità territoriale in materia di politiche sociali, soprattutto nella zona sud di Rimini e nei piccoli comuni del nostro entroterra più in difficoltà, per fare sistema e creare per tutti le condizioni per poter operare e collaborare nel migliore dei modi. Credo che quella che deve potenziarsi oggi sia la cultura dell’aiuto” commenta Roberto Piva, Presidente Commissione Politiche per la Salute e Politiche Sociali Regione Emilia-Romagna.



