La Regione Emilia-Romagna guarda con preoccupazione alla riforma dell´organizzazione comune del mercato viti vinicolo, in discussione a Bruxelles.
I punti della proposta contestati dall’Emilia-Romagna. La questione che desta maggiori preoccupazioni in Emilia - Romagna è la richiesta di molti Paesi di ripristinare lo zuccheraggio attualmente vietata.
L’abolizione del divieto, se confermata, colpirebbe in modo irreversibile uno dei comparti più importanti dell’agroalimentare italiano, toglierebbe la certezza per il consumatore di acquistare un prodotto fatto esclusivamente con l´uva, secondo storia e tradizione.
Tanto più che l’aumento della gradazione alcolica, a fronte di annate non positive dal punto di vista della qualità, si può ottenere arricchendo il vino con mosti concentrati, cioè con un prodotto derivato dalla trasformazione delle uve e non proveniente dall´industria saccarifera che, nel nostro paese, è stata pesantemente penalizzata dalle recenti decisioni comunitarie.
La proposta europea prevede anche la possibilità di indicare in etichetta, non solo per i vini Doc come avviene con l’ attuale normativa, ma anche per i vini da tavola, il vitigno e l’annata di produzione.
Anche questa proposta rischia di avere gravi ripercussioni per i vini di qualità italiani e di conseguenza per i consumatori, che si troverebbero a dover scegliere, senza adeguati strumenti di informazione, tra un lambrusco dell’Emilia - Romagna, effettivamente prodotto nella zona d’origine e nel pieno rispetto del disciplinare di produzione, e un altro vino, prodotto con l’omonimo vitigno, proveniente da un qualsiasi paese europeo o extraeuropeo.



